È necessario produrre ricchezza prima che la si possa ridistribuire, dicono. Si vuole che le imprese e gli imprenditori aumentino il capitale, traduco io, prima di farne trapassare un pochino nel salario, semmai. Si sente dovunque questa deduzione, che ha il sapore dell’ovvio e il retrogusto dello schiocco di frusta. E non ha importanza chi la stia dicendo. Forse è persino vera, purché ci si intenda sulle parole, senza far politica col nero di seppia. Una impresa produce tanta più ricchezza quanto più lavoro riesce a mettere all’opera. L’ideale, se il fine fosse solo quello di produrre valore, sarebbe un salario ai minimi della sopravvivenza e un orario massimo. Allora sì che le imprese avrebbero un sacco di ricchezza, che si potrebbe poi con gentilezza "ridistribuire" – a chi l’ha creata naturalmente. Ma c’è la concorrenza con la quale le imprese devono fare i conti tutti i giorni! Ah già, cazzo, m’ero dimenticato della concorrenza…
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